giovedì 29 novembre 2007

Ricetta fatata!



Ecco una bella ricettina, con ingredienti sia per uomini che per gnomi! Da mangiare in compagnia delle creature del bosco....

Zuppa di steli di ortiche

Ingredienti per gnomi Ingredienti per uomini
3 steli di ortiche 500gr di steli di ortiche
5 ribes rossi (loro li usano per fare i sughi) 200gr. Di pomodori rossi

¼ di russola

50gr di funghi
olio olio extra fergine di oliva
¼ di cipollaccio (cipolla selvatica) mezza cipolla
formaggio da grattare parmigiano a piacere
un bicchiere (gnomesco) di vino di lamponi un bicchiere di vino



Lavare l’ ortica togliere le foglie (con queste ci potete fare altre cose) e ridurli a pezzetti di circa un centimetro.


Metter l’olio in una pentola di coccio, la cipolla a fettine fine e farla rosolare, quando la cipolla è trasparente aggiungere i funghi a pezzetti e i gambi di ortica farli rosolare, aggiungere il vino e farlo evaporare, a questo punto aggiungete i pomodori spellati e sgocciolati e lasciate cuocere per circa mezz’ora ( i gambi di ortica devono essere morbidi) lentamente a pentola chiusa aggiungendo un po’ d’acqua se necessario. Formaggio a piacere e un filo di olio di oliva.



Buon appetito!!

martedì 27 novembre 2007

Magia della vita



MAGIA DELLA VITA

In un campo ho veduto una ghianda:
sembrava così morta, inutile.
E in primavera ho visto quella ghianda
mettere radici e innarzarsi,
giovane quercia verso il sole.
Un miracolo, potresti dire:
eppure questo miracolo si produce
mille migliaia di volte
nel sonno di ogni autunno
e nella passione di ogni primavera.
Perchè non dovrebbe prodursi
nel cuore dell'uomo?

Gibran

domenica 25 novembre 2007

Video shock Pellicce dalla Cina

Inserisco un articolo preso da oltre la specie.
Avrei coluto scrivere qualcosa io in merito ma sinceramente non ce l'ho fatta, mi sono sentita male solo a leggere in parte l'articolo. Voglio solo che più gente possibile diventi consapevole delle atrocità perpetrate nel mondo.
Se siete sensibili, vi prego, non guardate il filmato. Ci mette un po' a caricare, è normale.





Chi indossa pellicce ed inserti di pelliccia dovrebbe come minimo sapere CHI erano prima i loro capi di abbigliamento, di seguito un video su come vengono uccisi gli animali non umani per privarli della loro pelliccia in Cina, il video è il risultato di riprese segrete fatte da associazioni animaliste.

SCUOIATI VIVI

Gli allevamenti di animali da pelliccia in Cina
Scuoiati vivi

Quando recentemente degli agenti in incognito hanno fatto irruzione negli allevamenti Cinesi, hanno scoperto che molti animali sono ancora vivi e lottano in modo disperato mentre vengono pestati o scuoiati. Una volta appesi per gli arti inferiori o per la coda, gli operai iniziano a tagliare e quindi a scuoiare la pelliccia partendo da una zampa e intanto, l'arto rimasto libero scalcia e si contorce. Gli operatori calpestano con forza i colli e le teste degli animali che lottano fino all'ultimo per impedire il taglio netto.
Alla fine, quando la pelliccia viene staccata dalla testa dell'animale, i corpi nudi e sanguinanti vengono gettati sopra il mucchio di quelli che se ne sono già andati. Alcuni sono ancora vivi, respirano con rantoli affannosi sbattendo lentamente le palpebre. Una volta scuoiati i cuori di alcuni animali battono ancora per un lasso di tempo che va da un minimo di 5 a un massimo di 10 minuti. Un investigatore ha filmato un procione scuoiato che aveva ancora abbastanza forza per sollevare la testa sanguinante e guardare nella telecamera.

Prima di essere scuoiati vivi, gli animali vengono trascinati fuori dalle loro gabbie e buttati a terra; gli operai li prendono a randellate con spranghe di metallo oppure li sbattono con violenza su superfici dure, provocando ossa rotte e convulsioni, ma non sempre una morte immediata. Gli animali osservano indifesi mentre gli operai si avvicinano alle gabbie.

Background

Degli agenti in incognito appartenenti alla Swiss Animal Protection/EAST International, recentemente hanno visitato degli allevamenti di animali da pelliccia nella provincia cinese di Hebei, ed è stato subito chiaro perché fosse vietato l'ingresso ai visitatori. In Cina, gli allevamenti di animali da pelliccia non sono obbligati a sottostare ad alcuna legge governativa - gli allevatori possono ospitare e macellare animali ogni volta lo ritengono opportuno - il che non significa altro che una vita miserabile e una morte straziante. Gli agenti hanno trovato situazioni terrificanti che vanno al di là delle peggiori fantasie e hanno concluso che: "Le condizioni degli allevamenti di animali da pelliccia Cinesi sono una presa in giro degli standards più elementari che sono alla base del rispetto della dignità e del benessere dell'animale. . Durante la loro vita e nell'indescrivibile morte che li attende, questi animali sono privati anche dei più semplici gesti d'affetto."

L'inferno dei vivi

In questi allevamenti, volpi, visoni, conigli e altri animali, camminano su e giù tremanti all'interno di gabbie in metallo esposte alla pioggia battente, alle notti gelide e, in altre occasioni, al sole cocente. Le madri degli animali impazziscono per i maltrattamenti ricevuti e per il prolungato isolamento, non hanno un luogo in cui nascondersi per dare alla luce i loro piccoli, e spesso li uccidono dopo averli messi al mondo. Malattie e ferite d'ogni tipo sono diffuse ovunque, gli animali che soffrono di psicosi indotte dall'ansia mordono i loro stessi arti e si lanciano ripetutamente contro le sbarre delle loro gabbie.

C'è qualche scheletro nel tuo armadio?

La globalizzazione del mercato delle pellicce ha fatto in modo che fosse impossibile conoscere la provenienza dei capi in pelle. I pellami vengono venduti attraverso aste internazionali, sono comprati e distribuiti alle industrie produttrici di tutto il mondo e spesso il prodotto finito viene esportato. La Cina rifornisce più della metà dei capi in pelle importati dagli Stati Uniti. Anche se l'etichetta di un indumento in pelle dice che è stato fatto in un paese Europeo, è più che probabile che gli animali siano stati allevati e macellati altrove - forse in un allevamento non regolamentato della Cina.

Non si può risalire all'origine di una pelliccia, chiunque ne indossi una è responsabile delle terrificanti condizioni degli allevamenti di animali da pelliccia Cinesi. Il solo modo per prevenire quest'inimmaginabile crudeltà è quello di non indossare mai alcun tipo di pelliccia.

Lo sapevate che.
Le volpi allevate nei ranch vengono tenute in gabbie di 76 cm (le gabbie dei visoni vanno da 30 a 90 cm circa), e in ogni gabbia si possono trovare fino a quattro animali.
Gli animali possono languire in preda alle trappole per giorni. Un animale su quattro riesce a sfuggire alle trappole mordendo i suoi stessi piedi, il tutto, solo per morire poco dopo per dissanguamento, febbre, cancrena o perché divenuto preda di altri animali.

Ogni anno migliaia di cani, gatti, uccelli rapaci e altri, definiti animali "spazzatura", (incluse specie protette come l'aquila nordamericana) vengono mutilate o uccise dalle trappole.
Per uccidere gli animali senza danneggiare le loro pellicce, di solito, i cacciatori strangolano, colpiscono, o pestano gli animali fino alla morte.
Negli allevamenti di animali da pelliccia,la morte può essere provocata tramite asfissia (usando il gas) oppure, le vittime possono essere fulminate con la corrente elettrica o avvelenate con la stricnina, mentre altre volte gli viene semplicemente spezzato il collo. Questi metodi non sono efficaci al cento per cento e alcuni animali si "svegliano" mentre vengono scuoiati.

Fonte: www.furisdead.com/feat/ChineseFurFarms

Traduzione su Comedonchisciotte.net a cura di Monia

ATTENZIONE: il video presenta scene molto crude e violente, se ne sconsiglia la visione a minori e a persone facilmente influenzabili.

Visiona il video (Windows Media Video - peso 16Mb in streaming)


venerdì 23 novembre 2007

3 quarti d'ora con la dea dei dei volti. Seconda puntata


Malgrado il freddo e la pioggia di stagione, domenica si replicherà l'iniziativa anche per ribadire l'importanza di una voce libera e pagana nell' ambito dell'espressione artistica e culturale. Si intende proseguire almeno fino a Yule, il Solstizio di Inverno, per accogliere chiunque voglia portare/prendere libri o anche semplicemente la propria presenza.




mercoledì 21 novembre 2007

Concorso di poesia pagana - 1 edizione


CONCORSO NAZIONALE DI POESIA
"La Voce delle Muse"

I EDIZIONE 2007/2008

Premessa

Questa prima edizione del Concorso nazionale di poesia "La Voce delle Muse" è promossa dall'Associazione di Volontariato "Circolo dei Trivi", nell'ambito del progetto "Aurora - Anno della cultura pagana".
Il fine del concorso è quello di promuovere l'arte collegata alla rinascita del paganesimo, della sua spiritualità, della sua arte e della sua cultura nel mondo contemporaneo, oltre alla diffusione della poesia sul nostro territorio, dando sostegno in particolare ai poeti esordienti.
Per questo motivo l'associazione nella sua prima edizione ha optato per la libera partecipazione senza alcuna quota di ammissione.
Con l'augurio che la partecipazione al concorso sia numerosa e attiva si ringraziano tutti coloro che vorranno sostenere anche questo progetto!
Regolamento
Art. 1 - L'Associazione di Volontariato Circolo dei Trivi indice e promuove la Prima Edizione del Concorso Nazionale di Poesia "La Voce delle Muse", al quale potranno partecipare tutti i cittadini residenti in Italia o all'estero (purché l'elaborato sia in lingua italiana).

Art. 2 - È prevista un'unica sezione dedicata alla poesia pagana contemporanea sul tema "Gli dèi, gli uomini e il mondo".

Art. 3 - È possibile la partecipazione con un massimo di 2 (due) elaborati (da presentare in 5 copie anonime) corredati a parte, in busta chiusa, di uno scritto contenente i titoli delle opere con in calce: generalità complete dell'autore (data e luogo di nascita, recapiti telefonici e indirizzo di posta elettronica) e una dichiarazione firmata nella formula ""Dichiaro che l'opera presentata a codesto concorso è di mia personale creazione, inedita e mai premiata ai primi tre posti in altri concorsi", unitamente al consenso scritto del trattamento dati personali. È gradito, ma non necessario un breve curriculum letterario dell'autore.


In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n. 196 "Codice in materia di protezione dei dati personali", si dichiara quanto segue: ai sensi dell'art. 7-11-13-25: il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all'art. 7, è finalizzato unicamente alla gestione del Concorso. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo. Ai sensi dell'art. 23: con l'invio degli elaborati con i quali si partecipa al concorso, allegare il consenso scritto espresso dall'interessato al trattamento dei dati personali.

Art. 4 - La partecipazione al concorso è libera.


Art. 5 - Il plico contenente gli elaborati dovrà essere spedito al seguente indirizzo: SEGRETERIA DEL CONCORSO NAZIONALE DI POESIA, "LA VOCE DELLE MUSE", all'attenzione di Gabrio Andena - segreteria Associazione di Volontariato "Circolo dei Trivi", via Medaglie d'Oro 19, 21011 CASORATE SEMPIONE (Varese), entro e non oltre il 20 dicembre 2007 (farà fede il timbro postale di partenza).

Gli elaborati non saranno restituiti. L'Organizzazione non risponde di eventuali disguidi postali o mancati recapiti.


Art. 6 - Sono previsti i seguenti premi:

a.. 1° premio: manufatto bronzeo, interpretazione dell'elaborato realizzato dall'artista Luigi Mariani su carta Hahnemühle, pergamena, pubblicazione della poesia sul testo "L'essenza del paganesimo contemporaneo" che verrà distribuito gratuitamente alla terza edizione della Conferenza nazionale sul paganesimo, pubblicazione sulla rivista del Circolo, "Athame", e sul sito internet del Circolo dei Trivi

b.. 2° premio: manufatto bronzeo, pergamena, pubblicazione sulla rivista del Circolo, "Athame", e sul sito internet del Circolo dei Trivi
c.. 3° premio: manufatto bronzeo, pergamena, pubblicazione sulla rivista del Circolo, "Athame" e sul sito internet del Circolo dei Trivi.
d.. Menzione d'onore: manufatto bronzeo, pergamena, pubblicazione sul sito del Circolo dei Trivi
Art. 7 - È in programmazione l'eventuale stampa di un opuscolo con le poesie premiate e le motivazioni. Tale opuscolo sarà distribuito gratuitamente durante la II edizione dell'evento.

Art. 8. - Soltanto i premiati saranno tempestivamente avvisati. Gli altri partecipanti potranno conoscere i risultati del concorso sul sito internet dell'Associazione "Circolo dei Trivi" www.athame.it .
I premi dovranno essere ritirati direttamente dagli interessati, gli stessi saranno tenuti ad assicurare entro tre giorni dalla ricezione della comunicazione, la presenza alla cerimonia di premiazione. È previsto un contributo fisso per il rimborso spese viaggio che dovranno essere documentate.

In caso di mancata presenza, subentrerà l'autore collocato nella graduatoria di merito nella posizione seguente.


Art. 9 - La cerimonia di premiazione si terrà il giorno Venerdì 11 Gennaio 2008 dalle ore 20.30 nell'ambito della serata di poesia "La Voce delle Muse" presso la Palazzina Liberty di Largo Marinai d'Italia, Milano. Per ogni premiato è prevista la lettura dell'opera da parte di un dicitore o dell'autore stesso.

Art. 10- Tutte le opere pervenute saranno esaminate dalla presidenza del concorso in forma anonima e ne saranno selezionate massimo 50 tra le quali la giuria identificherà le vincenti. A premiazione avvenuta, delle max. 50 opere selezionate ne verrà prodotto un libro stampato o elettronico che nell'arco di un anno e mezzo sarà presentato sul sito dell'Associazione e sulle mailing list a cui l'associazione partecipa.


Art.11 - L'organizzazione si riserva il diritto di modificare il regolamento in presenza di cause di forza maggiore.

Art. 12 - La giuria, formata da persone qualificate ed impegnate nel campo della letteratura e delle arti, presieduta dal Presidente dell'Associazione di Volontariato "Circolo dei Trivi", Davide Marrè, è composta da:


Rosalba Formato, moderatrice della maling list "Le Muse nella Rete"

Gabriella Galzio, poetessa e traduttrice


Chicca Morone, poetessa e scrittrice

Daniele Tronco, redattore della rivista "Athame"


Art. 13 - Non si accettano manoscritti.

Art. 14 - Sono ammesse poesie senza limite di estensione.


Art. 15 - Il giudizio della giuria è insindacabile e inappellabile.

Per eventuali informazioni, è disponibile la segreteria (Tel. 340 1282118); e-mail:
circolodeitrivi@ athame.it ; sito web: www.athame.it

Il Circolo dei Trivi ringrazia coloro che vorranno diffondere la notizia del presente concorso.

lunedì 19 novembre 2007

Nel giardino della Dea



Un sacerdote e una sacerdotessa furono chiamati al tempio della Dea. In un grande cerchio nel mezzo della foresta fitta di alberi essi innalzarono i loro pensieri al Cielo e richiamarono i sacri nomi, implorando udienza nientemeno che con la Signora in persona.

La Dea apparì dinanzi a loro, scegliendo la forma delicata di una donna nuda, formosa, con capelli disordinati aggrovigliati con rovi e spine, fiori intrecciati attorno alle sue caviglie e polsi, una luna crescente tatuata sulla fronte.

Luccicante e splendida da ammirare, la Dea si avvicinò al sacerdote e alla sacerdotessa, sorridendo a loro con un'espressione luminosa come i raggi del Sole, delicata come la soffice luce della Luna. Davanti a loro la Dea era, alta e imponente, eppure così dolce e amichevole.

"Chi ha bisogno di me?"

Il sacerdote e la sacerdotessa schermarono i propri occhi dallo splendore. "Ti abbiamo chiamata, Grande Madre, dalle profondità del cielo, perché abbiamo bisogno di conoscere il nostro scopo nella vita. Dicci, Grande Madre, in cosa possiamo servirti?"

La figura della Dea acquistò in magnificenza e sembrò che la sua luminosità crescesse all'infinito. Ella allargò le braccia, come per abbracciare, e si indirizzò ai sui figli con voce amorosa e compassionevole. "Voi mi avete chiamato nelle lingue sacre dei vostri antenati. Voi vi siete avvicinati a me nel cerchio sacro immerso così profondamente nel mondo naturale per vedere il mio volto. Voi mi avete amato in modo così puro dalla più remota profondità del vostro cuore. Così io sono venuta davanti a voi ad illuminare le vostre menti e farvi sapere che la vostra vita non è stata invano".

"Tutto il mondo è il mio corpo, e tutto il mio corpo è un tempio, risuonante di milioni di voci, ognuna delle quali è la mia voce, e milioni di sentieri, ognuno dei quali conduce a me. Ognuno di voi sarà una luce nel mio tempio, nessuna più luminosa di nessun'altra; ognuno la sua propria luca, ognuno la sua propria fiamma. E tutti assieme illuminerete tutto il mondo, e penetrerete con la luce anche nei luoghi più oscuri, in modo tale che anche le ombre riluceranno della mia gloria. Perché io sono la Grande Dea, la Custode del Cielo e della Terra, colei nota con diecimila nomi".

Il sacerdote coprì la sua faccia e cadde sulle ginocchia davanti alla gloria della Dea, ma la Dea rise e gli ordinò di alzarsi. "Perché ti inginocchi a me, figlio mio?".

Il sacerdote, umile di fronte alla presenza divina, abbassò la sua testa con reverenza. "Grande Madre, io sono umile di fronte a te perché tue sono la forza e la gloria e io sono solo un tuo servo".

Ma la Dea rise divertita e carezzò sulla guancia il suo servo. "Io sono la stessa Dea che hai conosciuto nelle querce che perdono le loro foglie nella durezza invernale. Io sono la stessa Dea i cui occhi vedi rispondere al tuo sguardo quando lo incroci con quello della tua amante. Io sono la stessa Dea che ti bisbiglia nell'orecchio con voce portata dal vento. E dimmi, mio sacerdote, ti inginocchi forse dinanzi a queste cose, o le fronteggi con orgoglio, accettandole con gioia nel tuo cuore?".

Il sacerdote fu toccato da questa rivelazione, ma la confusione ancora era in lui. "Ma Signora, queste cose che hai menzionato - la quercia che muore, l'amante che può smarrirsi e il vento che strazia il mare, divorando le navi che solcano le acque - queste cose sono volubili e momentanee. Come puoi dirmi che tu, infinita ed eterna, puoi essere rappresentata da queste cose?".

La Dea sorrise al suo sacerdote e gli indicò il Sole. "Il Sole dà la luce al tuo mondo, il calore che gli occorre per portare la vita in tutti quelli che abitano sulla sua superficie. Eppure, anche il Sole un giorno si dissolverà, e il tuo mondo con esso. Ma ora, in questo momento, il Sole è il mio ambasciatore. È un ambasciatore meno importante semplicemente perché un giorno svanirà? Pensa alla mia gloria in questo modo - semplicemente come la fine di un momento del tuo piacere. Se io mi rivelassi a te come sono, tu non comprenderesti, e il mio splendore e la mia gloria, che io condivido con tutti i miei figli, sarebbero perduti".

La sacerdotessa alzò le sue mani, il suo sguardo rivolto verso la Dea, compiacendosi della luce e dello splendore della sua presenza. "Grande Madre", sussurò, "Cosa dovremo dire a chi ci chiederà chi ci manda?".

La Dea ci pensò su un attimo, poi rispose solennemente, "Dite loro che siete stati mandati dalle profondità della Terra e dalle altitudini del Cielo. Dite loro che la vostra Dea è l'amore e la luce della vita. E dite loro che io sono dinanzi a voi con innumerevoli apparenze".

La sacerdotessa tremò pensando a ciò che sarebbe stato. "Ma cosa risponderò a chi dirà che il tuo è un sentiero di oscurità?".

A questo la Dea alzò la testa e si fece una grassa risata. "Dite loro che la mia mano destra è la luce e che la mia mano sinistra l'oscurità, e che io non taglierei mai la mia mano sinistra come non taglierei mai la destra. Dite loro che entrambe le mani sono necessarie per sostenere il mondo e che la mia mano sinistra scherma il mondo dall'accecante splendore della destra".

domenica 18 novembre 2007

Canto della Dea Madre



Gaia io canterò, la madre universale dalle salde fondamenta.

Antichissima, che nutre tutti gli esseri, quanti vivono sulla terra,

quanti si muovono sul terreno fecondo o nel mare azzurro,

e quanti volano nell'aere; tutti si nutrono

dell'abbondanza che tu concedi.

Grazie a te gli uomini sono fecondi di figli, e ricchi di messi.

Signora; è in tuo potere dare o togliere la vita agli uomini mortali.

Felice colui che nel tuo cuore tu benevola onori:

a lui senza limite affluisce ogni bene.

Per lui sono gravati dal raccolto i solchi apportatori di vita,

e nei campi ha gran copia di bestiame;

la sua casa è piena di ricchezze.

Tali uomini regnano con giustizia sulle città delle belle donne,

e li accompagna grande benessere, e prosperità.

Esultano i figli di letizia giovanile,

e nei cori ornati da ghirlande, con animo lieto,

danzando si rallegrano, tra i fiori del prato,

le figlie di coloro che tu onori, o Dea veneranda,

forza generosa.

Salve, madre degli dèi, consorte del cielo stellato.

Concedimi benevolmente, in cambio del mio canto,

la prosperità che conforta il cuore, ed io mi ricorderò di te,

e di un altro canto ancora.