lunedì 3 dicembre 2007



Ecco una dedica ai nostri cari amici lupi.
Bistrattati, spesso temuti. Cacciati. Ma qualcuno si è soffermato sui pensieri del lupo?


Egli corre nella notte.
Cerca un posto per proteggersi.
Perchè essi lo cacciano ancora?

Il suo cuore....batte così veloce.
Nessun suono... ma gli stanno dietro.
Timidamente egli cerca la sua strada.

Si muove solo per un pò di nutrimento
Forse in branco
Certe volte si sente così solo.
E' l'ultimo della sua razza.
Tutti i suoi compagni sono morti.
L'uomo ha segnato il suo fatale destino

I suoi sogni gli parlano di tempi antichi
Dove lupi e uomini correvano gli uni affianco degli altri.
Quale lucente libertà doveva esserci.

Fu compagno di donne selvagge,
e idolatrato come animale totem.
Ma improvvisamente tutto cambiò
Quando gli uomini con falsi dogmi arrivarono.

Essi lo chiamarono la bestia maligna.
Ma tu sei la vera bestia maligna.
Tu che maledicesti i figli più nobili della natura.
Egli ora piange alla luna.
Una lacrima luccica nelle tenebrose nebbie.
Riesci sentire la serenata dell'ultimo lupo?

Solo egli siede in riva al lago
La sua immagine nelle acque è il suo unico amico.
Riesci a sentire la serenata dell'ultimo lupo?



Andrea Nebel Haugen

1 commento:

Susanna ha detto...

Ti devo dire una cosa, Hettie...non ho letto la poesia, non tutta, perchè a me, il concetto di "ultimo Lupo" mi fa troppo venire l'angoscia!!!

Il Lupo, o Amarok, come chiamato da alcune popolazioni Inuit, è considerato l'occhio degli Dei che veglia sul mondo e ne è custode. Custode dell'equilibrio.
In questo mondo non c'è alcun equilibrio e il Divino Lupo soffre, generalmente in silenzio, forse non proprio per nobiltà, ma più che altro perchè nessuno lo sta ad ascoltare, benedetto ragazzo!
Eppure non esiste suono, musica o canto, in grado di scuotere nel profondo qualsiasi essere come l'ululato del lupo, forse nemmeno il canto delle Balene!
Farley Mowat cita più volte come la sera, ascoltando i suoi vicini di casa intonare i loro canti più antichi della stessa terra, non potesse, lui scienziato adulto e vaccinato, trattenere lacrime di commozione...
Forse sarebbe una buona cosa raccogliere i canti serali dei Lupi ancora liberi per davvero, e poi trasmetterli ogni dove sia possibile: per strade, supermercati, magari affollati e caotici, stadi, perchè no, scuole, tribunali, e così via.
Pensi che la massa degli umani si commuoverebbe e rinsavirebbe?
Non credo: il canto del Lupo ti porta così profondamente lontano, così vicino al divino e alle profondità del tempo e della terra, che gli stupidi, inetti, superficiali uomini non possono che provare terrore, angoscia, orrore. Nella migliore delle ipotesi fastidio...
Però poi, nella notte, nel buio delle loro menti, il canto del Lupo si farebbe strada, attraverserebbe i meandri delle loro coscienze addormentate e rincoglionite, e questi umani, volenti o no, non sarebbero più gli stessi.
E forse, dico forse, ce ne sarebbe qualcuno che troverebbe la forza di fermarsi e lasciarsi trasportare via dalla corrente di quel canto.
E fose, dico forse, qualcuno troverebbe la forza di guardarsi dentro in assoluta onestà. E magari...sempre a voler essere ottimisti, comincerebbe a svegliarsi, a diventare un essere vero...non so se mi spiego, come diceva il paracadute...